Donne strabilianti – parte 2

Sono talmente tante le donne che mi affascinano e di cui vorrei parlarvi (anche in questa seconda parte) che fino all’ultimo sono stata indecisa… a dare una svolta è stata una donna pilota che da oggi segue il mio blog!

Wow pilota, aerei enormi come i Boeing 747!! Non fa entusiasmare anche voi? Io sono elettrizzata e mi ha fatto  riflettere a quanto noi donne siamo andate lontano… Non oso immaginare cosa voglia dire pilotare un aereo così grande.. volare per così tanto tempo… restare con la testa tra le nuvole… e avere la responsabilità di tutti quei passeggeri!!

Ho sempre amato il volo, quando sogno di volare come Superman, la mattina mi sveglio strafelice e generalmente avviene qualche cambiamento in positivo nella mia vita… anche se l’atterraggio è sempre incerto e problematico.. ma lasciamo stare i dettagli… Ho preso il brevetto di paracadute militare parecchi anni or sono quindi ho fatto i tre lanci da un piccolo aereo ad un’altezza di 1000 metri e vi garantisco che la sensazione è  indescrivibile, libera nell’aria, solo tu e gli uccellini che ti girano intorno e tutto laggiù sembra cosi piccolo… paura? Si un pochino ma quella giusta che non permette di fare cavolate e di arrivare a terra sana e salva!!

I miei istruttori, che mi binocolavano dal basso, erano preoccupati per il fatto che essendo molto leggera (ai tempi pesavo 42 kili e sono alta 1,53) continuavo a volteggiare in aria… ad un certo punto per farmi atterrare hanno pensato di abbattermi!!

Quindi quale sarà la prima eroina di cui di parlerò?

Chi di Voi conosce Amelia Earhart?

Donna coraggiosa e audace con una passione viscerale per il volo fino ad allora attività aperta solamente agli uomini e che riuscì a dimostrare al mondo, grazie alla sua  popolarità che anche una donna poteva solcare i cieli.

Qualche suo record:

  • Nell’aprile del 1928  fu la  prima donna a compiere la traversata dell’Atlantico 
  • Nel 1932  Amelia compirà invece una sua personalissima impresa, alzandosi in volo da Terranova e arrivando fino a Londonderry (Irlanda del Nord) dopo 14 ore . Per chi come me non e’ tanto pratico vuol dire che uguaglio’  il famoso  Lindembergh  attraversando in solitaria  l’oceano Atlantico. 
  • Nel 1932 è la prima donna a volare attraverso gli Stati Uniti, da Los Angeles al New Jersey a seguire il volo sull’Oceano Pacifico, anche in questo caso la prima donna nella storia a realizzarlo.

Infine, il triste e ultimo volo, nel 1937: doveva essere la più straordinaria avventura per il mondo dell’aeronautica, un volo di ben 29000 miglia, dell’Atlantico fino in Africa, per poi dirigersi verso l’India e l’Oceania, purtroppo l’aeroplano precipitò per mancanza di carburante e ancora oggi non abbiamo prova certa della sua morte o del suo naufragio anche se sembrerebbe che il suo aereo sia atterrato sull’isola deserta di Nikumaroro… e di leggende metropolitane ce ne sono davvero tante…

Io preferisco la versione che fosse una spia caduta prigioniera dei giapponesi.

Il mistero della sua  tragica scomparsa ha così contribuito ad alimentare il mito di Amelia Earthrt, soprattutto negli Stati Uniti, dove viene ricordata ancora oggi non solo come  un’eroina dell’aviazione, ma anche e soprattutto come un’icona del femminismo.

Ci ha insegnato, a partire da oltre un secolo fa, l’importanza di perseguire i propri sogni, di non farsi fermare dalle costruite barriere di genere.

Il tutto grazie alla propria volontà di battersi fino in fondo, anche a costo della vita, come ha insegnato Icaro.

Era una bella donna, ricca di grazia e di gusto tipicamente femminili; diventò disegnatrice di moda inventò la mise di volo per le donne aviatrici. Ancora oggi le sono dedicate delle collezioni di moda tra cui il marchio “Prada”.

Ecco cosa scrisse al marito:

Il coraggio è il prezzo che la vita esige per garantirci la pace interiore, l’anima che non sa questo, non sa liberarsi dalle piccole cose; non conosce la livida solitudine della paura, né l’altezza della montagna da dove si prova l’amaro piacere di ascoltare il rumore delle ali. Come può la vita garantirci il dono di vivere, di ricompensarci delle deprimenti abiezioni e dei grandi odi, se non assecondiamo l’imperativo dell’anima? Ogni volta che facciamo una scelta, la paghiamo con il coraggio di guardare un brutto giorno e di considerarlo bello.”

(da una lettera di Amelia Earhart al marito, George Putnam) 

Se siete curiosi di scoprire di più vi consiglio di vedere il film con Hilary Swank, Richard Gere e Ewan McGregor: Amelia, la leggenda, l’amore e  il mistero.

E un’altra donna che ha segnato un passo avanti in un mondo prettamente maschile è stata sicuramente la grande Colette!

Sono arrivata a lei sempre grazie al cinema e al film che la ricorda.. Provocatorio, anticonformista, conturbante e un inno imperdibile d’indipendenza.

Me ne sono innamorata subito, ho comprato quasi tutti i suoi libri.. cosa mi piace di Lei?  Beh tutto.. ora ve la presento..

Un mito nazionale, un simbolo dei tempi che furono e la prima donna nella storia della Repubblica Francese a ricevere funerali di stato.

Colette, scrittrice e attrice teatrale francese che più ha lasciato un segno nella prima metà del XX secolo. Ha rivoluzionato con la sua intraprendenza più di un settore – tra polemiche e innovazioni: è stata autrice e critica teatrale, sceneggiatrice e critica cinematografica, giornalista e caporedattrice, romanziera, attrice, ballerina, estetista e venditrice di cosmetici.

Ha sfidato le convenzioni dell’epoca con le sue esibizioni di music-hall completamente nuda, le sue relazioni con le Celebrity di fine 800 di entrambi i sessi, i tanti divorzi e gli amanti. La sua lotta senza pari contro i tabù femminili e le sue sfide nonostante le restrizioni morali dell’epoca non le hanno impedito di ottenere importanti onorificenze accademiche e diventare Grand’Ufficiale della Legion d’onore.

Umorista, impertinente, dalle mille vite.

Salva il marito dalla crisi finanziaria iniziando a scrivere romanzi, diventa attrice mostrando il suo corpo nudo sul palco in un momento in cui a una donna non è nemmeno consentito indossare pantaloni per strada. I suoi seni sono diventati i più famosi di Francia, rifiuta di indossare il corsetto e si taglia i capelli come un ragazzo prima di tutte le altre.

Divorzia e si risposta altre due volte.. Era una donna libera…e cerca nella sua vita di lanciare un messaggio ossia quello di essere se stessi sempre!

Ecco i motivi per cui la adoro.

Per la sua indipendenza caratteriale e finanziaria unite a una grandissima intraprendenza:.

Ha sempre lavorato, si è guadagnata da vivere in un’epoca in cui, ancora una volta, le donne non potevano avere un conto in banca senza il permesso dei mariti.

È una donna che si è impegnata in mille carriere, ha divorziato senza paura e si è concessa senza pregiudizi.

È anche una donna che ha sempre rivendicato il suo desiderio di non avere figli senza vergognarsene, e che ha amato le donne come amava gli uomini, vivendo la bisessualità e il sesso con un’apertura mentale tipica solo dei giorni nostri.

Ha vissuto la sua vita come un’opera d’arte, come D’Annunzio suggeriva e come lo spirito della Belle Epoque di Parigi permetteva. Spirito reso immortale dalle tele degli Impressionisti, che catturarono la vivacità e la stravaganza di quegli anni.

Un altro messaggio importante che voleva farci arrivare è “Siate felici. È un modo di essere saggi”  Ecco cosa dice nel film della sua vita “Siamo qui per essere felici, non convenzionali, e se per farlo dobbiamo scontrarci con la società, così sia. Sarà lei ad adattarsi a noi.

E se le donne ora possono scrivere senza pseudonimo, avere voce in arte come in politica, lo si deve anche a Lei precursore del #metoo che si ribellò a uno società claustrofobica dove il potere era solo maschile.

Facendo ricerche per questo articolo, ho scovato il dolce preferito di Colette… ovviamente al cioccolato e indovinate un po’? Qual è lo Chef che ha replicato la ricetta? Chef Pierre Hermé: “Gateaux au Chocolat di Colette”. A breve nelle nostre ricette…

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